Come si è valutato il PGBM.26
Il metodo, i numeri, le garanzie di anonimato e i limiti dichiarati.
Perché pubblico questo documento
Un premio di drammaturgia decide, ogni anno, quali testi vengono letti, discussi, messi in scena. È una responsabilità che chiede di essere resa verificabile, e il modo più semplice per renderla verificabile è raccontare per intero come si è lavorato.
Per questo pubblico il criterio, e se si vuole il metodo, con cui il PGBM.26 ha selezionato i testi vincitori. Le regole erano scritte, distribuite e spiegate a tutte le giurate e a tutti i giurati prima dell’inizio delle letture, non sono state cambiate in corsa, e ogni passaggio è tracciato.
La valutazione numerica serve a rendere confrontabili giudizi espressi da giurati diversi, in momenti diversi, su centinaia di testi. È uno strumento di lavoro, non pretende di tradurre in una misura oggettiva la qualità artistica di un’opera.
Per questo il processo non si esaurisce nella somma dei punteggi. Alle valutazioni si affiancano note, osservazioni e, nella fase finale, una discussione comune nella quale anche l’ordine determinato dai numeri è il punto di partenza e può essere rimesso in questione. Quest’anno è accaduto, e vale la pena raccontare come.
1. Un regolamento che cresce, anno dopo anno
Il bando, il regolamento e la procedura di valutazione del Maffioli non sono nati compiuti. Sono cambiati, e continueranno a cambiare.
Quello che leggete qui è il risultato di cinque edizioni di aggiustamenti, e nessuno di questi aggiustamenti è stato deciso a tavolino da solo. Sono nati soprattutto da due fonti.
La prima, la più importante, è l’esperienza delle giurate e dei giurati. Ogni anno, al termine dei lavori, raccogliamo osservazioni, obiezioni e insofferenze di chi ha letto. Chi legge cinquanta testi in un mese sa dove il sistema stringe, dove è ambiguo, dove chiede fatica inutile. Molte delle scelte che oggi sembrano scontate (la soglia delle prime 5/10 pagine, l’anonimato delle note anche tra giurati, la scala a quattro valori in prima fase, la doppia modalità di voto in seconda) sono correzioni nate da segnalazioni precise di chi si era trovato in difficoltà l’anno prima.
La seconda è lo studio dei regolamenti di altri premi, italiani e internazionali. Abbiamo letto come lavorano i concorsi di drammaturgia più longevi e più strutturati, come gestiscono la preselezione, come costruiscono le griglie di valutazione, come tutelano l’anonimato, come organizzano il passaggio finale di decisione. Non per imitarli, ma per non ripetere errori già risolti da altri e per capire quali soluzioni reggono alla prova degli anni.
Da questi due filoni sono nate le tre linee che guidano tutto l’impianto.
- Evitare favoritismi e appartenenze. L’anonimato totale dei testi, la distribuzione casuale delle letture, la presidenza affidata a persone esterne al territorio: sono tutti meccanismi che servono a rendere strutturalmente difficile, non solo scorretto, che un testo venga premiato per chi lo ha scritto o per chi lo conosce.
- Cercare la collegialità. Nessuna decisione di questo Premio è affidata a una sola persona. Non lo è la prima scrematura, non lo è la rosa finale, non lo è la presidenza, che dal 2026 è collegiale proprio per questo motivo.
- Costruire obiettività dentro la soggettività. Un giudizio su un testo teatrale è e resta soggettivo. Non pretendiamo di eliminarlo: proviamo a renderlo comparabile, argomentato e verificabile. Da qui i criteri espliciti, i descrittori, le note condivise, la correzione statistica sulle medie. Non credo che questo sia il sistema migliore possibile. Credo sia il sistema più equo e sostenibile che siamo riusciti a costruire finora, e l’edizione 2026 ne ha già mostrato alcuni limiti, elencati in fondo a questa pagina.
Al termine di ogni edizione teniamo una riunione di restituzione, aperta a giurati e collaboratori, dedicata a capire che cosa vada modificato. Quella del 2026 è già in programma per ottobre o novembre, dopo l’evento, e quindi speriamo ricca di osservazioni anche sulle giornate del Premio.
2. I numeri dell’edizione
| Dato | Valore |
|---|---|
| Finestra di iscrizione | 9 aprile, 14 giugno 2026 (67 giorni) |
| Drammaturgie ricevute alla chiusura del bando | 317 |
| Drammaturgie ammesse alla valutazione | 306 (11 escluse per requisiti di bando) |
| Giurate e giurati popolari (GP) | 33 |
| Giurate e giurati tecnici (GT) | 25 |
| Totale persone che hanno letto e votato | 58 |
| Testi assegnati a ciascun giurato in Fase 1 | 50 |
| Letture garantite per ogni testo in Fase 1 | circa 9 (in realtà per molti testi sono state anche di più) |
| Testi ammessi alla Fase 2 (lettura integrale) | 20 |
| Costo di iscrizione per autrici e autori | nessuno |
Le candidature sono arrivate in numero molto superiore alle previsioni (l’ipotesi iniziale era di circa 200 testi). Questo ha comportato una modifica operativa, comunicata per iscritto a tutta la giuria il 15 giugno, prima dell’avvio delle letture: l’assegnazione individuale è stata alzata da 40 a 50 testi a testa, perché con 40 non si sarebbe garantita una copertura sufficiente e omogenea di tutte le opere. È stata una richiesta impegnativa, fatta a persone che leggono volontariamente, e la scrivo qui esattamente come l’ho scritta a loro.
3. L’anonimato, come è stato garantito davvero
L’anonimato non è stata una dichiarazione di principio: è il modo in cui il sistema è costruito.
Le autrici e gli autori sono anonimi per la giuria. Ogni testo è identificato da un numero progressivo di iscrizione e dal titolo. La scheda informativa collegata contiene solo quanto serve alla lettura (titolo, sottotitolo, sinossi, personaggi, lingua, durata stimata, numero di lettori necessari per un’eventuale lettura scenica), in forma anonima. Il nome di chi ha scritto non compare in nessun punto del sistema di voto.
Le giurate e i giurati sono anonimi tra loro nelle note. Ogni componente ha ricevuto un codice personale (GP o GT più un numero) e un PIN di quattro cifre. Le note di lettura condivise sono firmate solo con il codice, con data e ora. Nemmeno gli altri giurati sanno chi le ha scritte. È una scelta esplicita, presa per evitare influenze reciproche: se si sapesse che una certa nota è del direttore di uno Stabile, peserebbe troppo.
I voti individuali restano riservati anche in riunione. Nelle riunioni finali le classifiche sono state proiettate e condivise con le colonne dei singoli giurati nascoste. Si discute sui testi e sui punteggi complessivi, non su chi ha votato cosa.
Gli accessi sono personali e non cedibili. Codice, PIN e link alla scheda di voto permettono di operare a nome di una singola persona e sono stati dichiarati strettamente riservati. Il PIN serve a garantire che chi scrive una nota sia davvero un membro della giuria.
I materiali sono riservati. I PDF dei testi portano una filigrana che ricorda che il testo partecipa al Premio. I testi non sono di proprietà del Premio, sono affidati dalle autrici e dagli autori, e non sono divulgabili. Alla giuria è stata chiesta la massima riservatezza sui materiali e sul processo, fino all’annuncio ufficiale.
L’anonimato è arrivato fino in fondo. Anche la delibera finale della Presidenza di giuria è stata condotta, come dichiarato dalla Presidenza stessa, nel rispetto dell’anonimato di autrici e autori fino all’ultimo passaggio.
Tutto è tracciato. Ogni operazione (voto, modifica, nota) è registrata con i suoi metadati: chi, quando, a che ora. Questi dati sono consultabili dall’organizzazione soltanto in caso di necessità: non servono a controllare i giudizi, servono a rendere il processo ricostruibile. Chiunque, da un concorrente a un giurato, deve poter chiedere conto di come un testo è arrivato (o non è arrivato) in seconda fase, e si deve poter risalire con carta e matita a ogni passaggio.
4. Le due giurie
Giuria Tecnica (GT), 25 persone. Professioniste e professionisti del settore teatrale e culturale: rappresentanze del Comune e della Regione, entità distributive e organizzative del teatro veneto, giornaliste e giornalisti, artiste e artisti (registi, drammaturghi), sempre con nomine tecniche.
Presidenza collegiale della Giuria Tecnica. Dal 2026 la presidenza non è più affidata a una singola persona ma a una commissione delle direttrici e dei direttori artistici junior dei Teatri Stabili Nazionali italiani: Diego Pleuteri (Teatro Stabile di Torino), Alessandro Businaro (Teatro Stabile del Veneto), Francesca Di Fazio (Emilia Romagna Teatro), Pier Lorenzo Pisano (Teatro di Napoli), Lea Giammattei (Teatro di Roma). Princess Isatu Hassan Bangura (Teatro Nazionale di Genova) non ha partecipato alla valutazione per ragioni linguistiche, essendo i testi in italiano. È un passaggio a cui tengo: la decisione finale è in mano a una commissione nazionale, plurale, non legata al territorio in cui il Premio si svolge.
Giuria Popolare (GP), 33 persone. Cittadine e cittadini selezionati tramite call pubblica. Non è richiesta formazione specialistica: sono state valutate disponibilità, motivazione e capacità di lettura critica.
Perché due giurie. Un testo teatrale non si compie sulla pagina, ma nell’incontro con chi guarda, ascolta e legge. Valutare la nuova drammaturgia con i soli addetti ai lavori significherebbe dimezzarla. In Fase 1 le due giurie hanno lavorato alla pari, sullo stesso bacino di testi, con un’unica classifica: il confronto tra sguardo tecnico e sguardo non specialistico è un atto fondativo del Premio, non un supplemento decorativo. In Fase 2 i percorsi si separano, e le due classifiche corrono in modo completamente autonomo, senza che l’una influenzi l’altra.
5. La giuria non è stata lasciata sola: le riunioni
Il metodo non è stato soltanto consegnato per iscritto, è stato spiegato, discusso e verbalizzato. Le riunioni sono state quattro.
Venerdì 12 giugno 2026, ore 18:00, online. Riunione di formazione della Giuria Popolare per la Fase 1. Circa trenta persone collegate su 33. Relatore io, moderazione di Vincenzo Riccio, presente Marina Grasso per .eacapo. Si è parlato di perché due giurie, di come si legge l’inizio di un testo teatrale, delle sette domande guida per la Fase 1, del nodo dei monologhi, di come si passa dal giudizio al voto, di come funzionano scheda, note e tracciabilità. Il report della riunione, undici pagine, è stato inviato a tutte le giurate e a tutti i giurati, presenti e non, e condiviso anche con la Giuria Tecnica.
Mercoledì 15 luglio 2026, ore 19:00, online. Chiusura della Fase 1 e avvio della Fase 2. Circa un’ora. Chiusura definitiva delle schede di prima fase, spiegazione delle due modalità di valutazione della seconda, calendario, gestione delle note, segnalazione di un caso regolamentare aperto, raccolta delle osservazioni critiche dei giurati. Anche qui, report scritto a tutti.
Martedì 25 agosto 2026, ore 20:00, online. Riunione finale della Giuria Tecnica. Ottantatré minuti di discussione.
Sabato 29 agosto 2026, ore 18:00, online. Riunione finale della Giuria Popolare. Ottantacinque minuti, con oltre venti giurate e giurati collegati.
Tutte le riunioni sono state trascritte con uno strumento automatico, dichiarato ai partecipanti all’inizio di ogni incontro, al solo scopo di redigere il verbale. Non resta il video, resta la trascrizione. I verbali sono stati distribuiti a tutta la giuria, presenti e assenti, perché chi non ha potuto esserci sappia esattamente cosa è stato detto e come si è arrivati al risultato.
6. Fase 1, la prima scrematura (16 giugno, 15 luglio 2026)
La domanda a cui il voto risponde è una sola: questo testo merita una lettura integrale in Fase 2?
In Fase 1 non si giudica il testo, si decide se merita la lettura completa. Non si valuta il finale, l’arco dei personaggi o la struttura complessiva: non sono stati letti.
Come funziona.
Ogni giurato riceve una scheda elettronica personale con 50 testi assegnati, distribuiti in modo casuale ed equilibrato.
Di ciascun testo si leggono almeno le prime 5/10 pagine. Il file è però sempre fornito integrale: chi vuole può leggere oltre, o leggere tutto.
La distribuzione è costruita in modo che due lettori non abbiano troppi testi simili in comune, per non sommare sguardi uguali.
Tutti i testi in gara restano accessibili a tutta la giuria: oltre ai propri 50, ciascuno può leggere e votare altri testi.
Impegno stimato dichiarato: circa 10/15 minuti a testo, tra 6 e 17 ore complessive in un mese a seconda del numero di pagine lette.
I voti restano modificabili fino alla chiusura del 15 luglio.
La scala di Fase 1.
| Voto | GT | GP | Significato |
|---|---|---|---|
| 0 | sì | sì | Non ancora letto (non è un giudizio negativo, non entra in media) |
| 1 | sì | sì | NO, il testo non supera la soglia minima di interesse |
| 2 | sì | sì | SÌ E NO, qualcosa c’è, ma non è prioritario proseguire |
| 3 | sì | sì | SÌ, merita la lettura integrale |
| 4 | sì | no | JOLLY, segnalazione di forte interesse (solo GT, massimo 2 per giurato sull’intera selezione) |
A fine fase i 50 testi assegnati a ciascuno non dovevano restare a 0. Il Jolly non è mai obbligatorio ed è limitato per costruzione: la scheda non permette di assegnarne più di due.
Le note condivise. Ogni giurato può lasciare una nota su qualunque testo, anche non assegnato. Le note sono facoltative ma sono la parte di vero valore del processo: compaiono in calce al documento di ciascun testo, firmate solo dal codice del giurato, con data e ora. Servono al confronto interno e, in prospettiva, a restituire un feedback costruttivo alle autrici e agli autori che lo chiederanno.
7. Il calcolo: perché una media bayesiana
Ogni testo riceve un punteggio dato dalla media dei voti di chi lo ha letto. Il problema della media semplice, in un sistema con un numero variabile di lettori per testo, è noto: un testo letto da un solo giurato entusiasta può piazzarsi in cima alla classifica, battendo testi valutati da molti lettori con punteggi alti ma non massimi.
La media bayesiana corregge questo effetto avvicinando il punteggio di ogni testo alla media globale quando i voti ricevuti sono pochi. Man mano che il numero di lettori aumenta, la correzione si riduce e la media reale prende il sopravvento.
M = (v × R + m × C) / (v + m) dove R = media reale del testo, v = numero di voti ricevuti, C = media globale di tutti i testi, m = soglia di affidabilità (fissata a 2).
Conseguenza pratica, dichiarata alla giuria fin dall’inizio: un testo che riceve solo le letture garantite non è penalizzato rispetto a un testo che, per curiosità o interesse di altri, ne riceve di più. Le letture aggiuntive servono a rendere più preciso il quadro, non a favorire qualcuno. Un testo con un solo lettore veniva segnalato per riassegnazione prima della chiusura della classifica.
È lo stesso metodo che IMDb utilizza per la sua Top 250 (IMDb Top Rated Movies, Weighted Rating Formula).
8. Fase 2, la lettura integrale (16 luglio, fine agosto 2026)
I 20 testi con il punteggio più alto in Fase 1 passano alla seconda fase. Da qui in avanti i 20 testi sono gli stessi per tutti, assegnati a tutte le componenti di entrambe le giurie, e vanno letti integralmente.
Da questo momento i due percorsi si separano: la Giuria Tecnica lavora verso il PGBM.26 e il PGBM.U-35, la Giuria Popolare verso il PGBM.pop.
Ogni giurato può scegliere liberamente, anche testo per testo, tra due modalità di valutazione.
A. Metodo a cinque criteri (0-5 per criterio).
| Criterio | Cosa si valuta | |
|---|---|---|
| A | Qualità della scrittura | Voce, stile, padronanza della lingua, originalità espressiva |
| B | Originalità e innovazione | Unicità dell’idea, capacità di proporre qualcosa di nuovo nel panorama della drammaturgia contemporanea |
| C | Struttura e trama | Coerenza e solidità dell’impianto drammaturgico, efficacia narrativa |
| D | Personaggi e dialoghi | Profondità e credibilità dei personaggi, arco narrativo, qualità del dialogo |
| E | Potenzialità scenica | Teatralità intrinseca del testo, urgenza della messa in scena (la fattibilità produttiva è una nota separata, non valutativa) |
Ogni voto da 1 a 5 è ancorato a un descrittore orientativo (da “assente o incomprensibile” a “eccellente, originale e padroneggiata”), non per irrigidire il giudizio ma per rendere le valutazioni comparabili tra giurati diversi e aiutare sopratutto alcune giurate o giurati popolari che diversamente si sentirebbero persi e incapaci di formalizzare il voto in modo chiaro e il più possibile obiettivo (naturalmente all’interno di un perimetro di gusto personale che è inevitabile influisca il voto).
B. Metodo a valore unico (5-25). Un unico valore complessivo, dove 5 equivale a un testo pessimo su tutti i criteri e 25 a un testo eccellente su tutti. La scala non è arbitraria: corrisponde esattamente alla somma dei cinque criteri (5 × 1 = 5, 5 × 5 = 25). Un 15 equivale a una media di 3 su tutti i criteri. I punteggi ottenuti con i due metodi sono comparabili e vengono aggregati nella stessa classifica.
In entrambe le modalità lo 0 significa “non valutato” e non viene conteggiato. Le valutazioni restano modificabili fino alla riunione conclusiva. A chi preferiva la carta è stata fornita una scheda stampabile da compilare prima di inserire i voti online, e un elenco completo dei venti testi finalisti con i link diretti ai PDF, come riserva in caso di problemi tecnici.
9. Le riunioni finali e il processo decisionale
L’ordine dei passaggi è vincolante e serve a garantire che ogni premio abbia un vincitore distinto e autonomo.
Riunione finale della Giuria Tecnica, 25 agosto. Le schede sono state chiuse poco prima dell’inizio: da quel momento nessuno, giurati e organizzazione compresi, ha più potuto modificare un voto. Le due classifiche complete (generale e U-35) sono state condivise con tutti i presenti, con le colonne dei singoli votanti nascoste, e la discussione è partita da lì. Ho chiesto esplicitamente due cose: che chi voleva sostenere un testo lo facesse con argomenti, e che chi voleva difendere un testo rimasto fuori dai primi posti lo dicesse in quella sede. È stata una riunione viva, a tratti ruvida, con posizioni distanti e ben argomentate su cosa debba premiare un premio di drammaturgia. Chi non era presente ha comunque parlato, attraverso i voti e attraverso le note condivise, che la Presidenza ha ricevuto insieme alle classifiche. Al termine la Giuria Tecnica ha consegnato alla Presidenza le due classifiche complete e due rose ristrette, una per il PGBM e una per il PGBM.U-35.
Delibera della Presidenza collegiale, entro il 29 agosto. La Presidenza, nel rispetto dell’anonimato, sceglie prima il PGBM.26 (anche se il vincitore risultasse under 35) e poi il PGBM.U-35, escludendo automaticamente dalla rosa il testo già premiato. I criteri dichiarati sono due: il punteggio complessivo assegnato dalla Giuria Tecnica e la necessità di valorizzare una pluralità di linguaggi rappresentativa della scena drammaturgica contemporanea.
Riunione finale della Giuria Popolare, 29 agosto. La Giuria Popolare sceglie il PGBM.pop da una lista già priva dei testi premiati dalla Giuria Tecnica (quest’anno non ha però limitato le preferenze della Goiuria Popolare, dato che la classifica dei testi più amati non ricalcava esattamente quella dei premiati dalla Giuria Tecnica), così che il premio popolare non sia mai una ripetizione né un contentino. La direzione partecipa come facilitatore e non esprime voto: la scelta è della giuria.
Su questa riunione voglio essere preciso, perché dice del metodo più di qualsiasi dichiarazione di principio. La Giuria Popolare non ha ratificato la propria classifica. Ha esaminato uno per uno i testi in testa, li ha messi alla prova con argomenti precisi, e quando è apparso chiaro che il primo classificato stava perdendo consenso ho chiesto espressamente che chi voleva difenderlo lo facesse. La discussione ha spostato il quadro: il voto finale, espresso con una votazione in diretta e verificata sul numero dei presenti, ha premiato con larga maggioranza un testo che nella classifica dei punteggi popolari era terzo. I numeri sono stati il punto di partenza, non il punto di arrivo. Era esattamente quello che il sistema doveva permettere.
Menzioni speciali. Definite dopo l’individuazione dei vincitori. Una è stata assegnata all’unanimità dalla Presidenza; le altre (due o tre in tutto, al massimo) sono state raccolte tra le segnalazioni motivate dei giurati di entrambe le giurie, sintetizzate e sottoposte alla Giuria Tecnica per la decisione finale. Le menzioni hanno valore di riconoscimento e non comportano premio in denaro. Chiedere ai giurati di difendere per iscritto un testo rimasto fuori dalle rose è un modo per non lasciar cadere quello che la classifica non ha saputo tenere.
Annuncio pubblico. Conferenza stampa dell’8 settembre 2026, Ridotto del Teatro Mario Del Monaco, Treviso.
I riconoscimenti
PGBM.26, premio principale: premio in denaro e lettura scenica integrale durante la giornata conclusiva.
PGBM.U-35, miglior testo di autrice o autore under 35: premio in denaro e lettura scenica parziale.
PGBM.pop, premio della Giuria Popolare: 500,00 € e lettura scenica parziale.
Le letture sceniche si tengono domenica 27 settembre 2026 al Teatro Mario Del Monaco di Treviso, ciascuna seguita da un dialogo pubblico con l’autrice o l’autore. Consegnare una targa e dire “bravo” ci è sempre sembrato poco: molto più interessante è sentire la storia di chi ha scritto.
10. Cosa impedisce, concretamente, favoritismi e scorciatoie
Metto insieme in un solo punto i meccanismi che, nell’impianto, servono a questo scopo.
- Anonimato dei testi per tutta la durata del processo, fino alla delibera finale compresa.
- Distribuzione casuale ed equilibrata delle letture: nessuno sceglie quali testi valutare, e la distribuzione evita che gli stessi lettori si concentrino su testi simili.
- Nove letture garantite per ogni testo in prima fase: nessuna esclusione dipende da una sola impressione individuale.
- Correzione statistica delle medie, perché il numero di lettori non avvantaggi né penalizzi nessuno.
- Note firmate solo con un codice, anche tra giurati, per evitare che il peso di un nome orienti gli altri.
- Un solo testo per autrice o autore (salvo i testi a quattro mani), verificato in fase di ammissione.
- Presidenza collegiale e nazionale, esterna al territorio del Premio.
- Ordine vincolante di assegnazione dei premi, che impedisce l’accumulo di riconoscimenti sullo stesso testo.
- La direzione non vota nella riunione finale della Giuria Popolare.
- Tracciabilità completa di voti e note, con data e ora. Nessuno di questi meccanismi, da solo, garantisce l’infallibilità. Messi insieme costruiscono un processo difendibile: chiunque deve poter alzare il dito e chiedere conto di come un testo è arrivato dove è arrivato.
11. Calendario effettivo
| Passaggio | Data |
|---|---|
| Pubblicazione del bando | 9 aprile 2026 |
| Chiusura delle iscrizioni | domenica 14 giugno 2026 |
| Setup tecnico (organizzazione testi e fogli di calcolo) | 15-16 giugno |
| Riunione di formazione della Giuria Popolare, Fase 1 | venerdì 12 giugno, ore 18:00 |
| Fase 1, prima scrematura | 16 giugno, 15 luglio (30 giorni) |
| Riunione della Giuria Popolare, chiusura Fase 1 e avvio Fase 2 | mercoledì 15 luglio, ore 19:00 |
| Fase 2, lettura integrale dei 20 finalisti | 16 luglio, fine agosto |
| Riunione finale della Giuria Tecnica | martedì 25 agosto, ore 20:00 |
| Delibera della Presidenza collegiale | entro sabato 29 agosto |
| Riunione finale della Giuria Popolare | sabato 29 agosto, ore 18:00 |
| Annuncio ufficiale dei vincitori (conferenza stampa) | martedì 8 settembre, ore 12:00 |
| Giornate del Premio e letture sceniche | 24-27 settembre 2026 |
12. Quello che non ha funzionato, e quello che forse cambieremo
Un documento sulla trasparenza che raccontasse solo le cose riuscite non servirebbe a niente. Questi sono i punti critici, così come sono emersi dalle riunioni e dalle segnalazioni dei giurati.
- Il carico della Fase 1 è stato pesante. L’assegnazione è passata da 40 a 50 testi a testa dopo la chiusura del bando. Era il piano previsto per il caso di una partecipazione superiore alle attese, ma resta una richiesta impegnativa fatta a persone volontarie, e ha inciso sui tempi di lettura.
- La finestra di lettura è stata stretta. Trenta giorni per cinquanta testi, in piena estate, sono pochi: più giurati lo hanno detto. Valuteremo di anticipare l’apertura del bando per allungare i tempi di lettura.
- La gratuità dell’iscrizione ha due facce. Ha favorito un numero molto maggiore di candidature (317, contro le circa 200 previste), portando dentro voci che una quota di iscrizione avrebbe escluso, ma ha anche prodotto una qualità media percepita come meno omogenea. Diversi giurati hanno segnalato un livello medio inferiore rispetto ad altre edizioni. Resta una scelta che confermo, con questa avvertenza.
- Un caso regolamentare aperto in Fase 2. È stato segnalato un testo la cui posizione rispetto al bando richiedeva una valutazione collegiale. Il testo è rimasto in gara fino alla decisione finale, senza essere escluso in via preventiva né favorito.
- Undici candidature sono state escluse per mancanza dei requisiti di bando. Nel sistema queste righe restano visibili, senza link, con la motivazione dell’esclusione: si è scelto di lasciarle tracciabili anziché farle sparire.
- L’uso della scala non è stato omogeneo. Alcuni giurati hanno osservato di essersi tenuti troppo sui valori centrali, con l’effetto di premiare i testi mediani rispetto a quelli più divisivi. È un tema aperto, e riguarda la costruzione della scala prima ancora che chi la usa.
- Le riunioni online hanno lasciato indietro qualcuno. Non tutti sono riusciti a intervenire o a votare per difficoltà tecniche. Prepareremo istruzioni più semplici e un momento di prova prima delle riunioni decisive.
- Il calendario è slittato. La proclamazione era prevista per il 1 settembre ed è avvenuta con la conferenza stampa dell’8 settembre.
- Nessun sistema garantisce l’infallibilità. Lo stesso testo può ricevere letture diametralmente opposte da due professionisti di grande esperienza, ed è successo anche quest’anno. Il modo con cui il Maffioli prova a contenere questo errore di sistema non è solo affinare il metro, è anche avere una larga giuria: più persone leggono, meno il risultato dipende dal gusto di uno. Al termine di ogni edizione teniamo una riunione di restituzione e ragionamento collettivo sul processo, aperta a giurate, giurati e collaboratori. Quella del 2026 è in programma per ottobre, ma tutte le osservazioni già raccolte quest’anno sono già agli atti per il ragionamento sul criterio e sul regolamento della prossima edizione.
13. Fonti e riferimenti
Documenti interni del Premio. Redatti prima dell’avvio delle valutazioni e distribuiti a tutta la giuria: il documento Sistema di valutazione (criteri, scale, processo decisionale, calendario e note metodologiche), linkato in ogni scheda di voto; i report delle due riunioni di formazione della Giuria Popolare (12 giugno e 15 luglio 2026); i verbali delle riunioni finali della Giuria Tecnica (25 agosto) e della Giuria Popolare (29 agosto), con le classifiche complete alla chiusura delle valutazioni; il manuale della scheda di Fase 2 e la scheda stampabile; le comunicazioni ufficiali della direzione artistica alle due giurie lungo tutto il percorso.
Riferimenti metodologici esterni. Alcune scelte operative che potrebbero sembrare tecnicismi hanno una tradizione consolidata nei concorsi di drammaturgia e scrittura di maggior rilievo internazionale.
La preselezione sulle prime pagine è pratica diffusa nei processi di scouting teatrale angloamericani, dalla Royal Court Theatre di Londra al Sundance Institute Theatre Program, e in diversi premi europei di drammaturgia contemporanea, tra cui Eurodram.
La valutazione articolata per criteri distinti è adottata, tra gli altri, dal Premio Riccione per il Teatro, uno dei concorsi di drammaturgia più longevi e autorevoli in Italia.
La media bayesiana ponderata è la stessa formula adottata da IMDb per la sua Top 250 (IMDb Top Rated Movies, Weighted Rating Formula, imdb.com).
Questi strumenti non garantiscono infallibilità, ma costruiscono un processo difendibile, trasparente e aperto alla discussione. È quello a cui puntiamo, edizione dopo edizione.
Alex Cendron Direttore artistico e ideatore del Premio Giuseppe Bepo Maffioli Presidente di .eacapo ETS