Il nuovo sito del Premio Giuseppe Bepo Maffioli nasce come struttura longeva, progettata per accompagnare il Premio nel tempo.
Non è legato a una singola edizione né a un’estetica contingente: è pensato per essere facilmente aggiornabile e compatibile con le future scelte grafiche, editoriali e visive del Premio, dalle locandine ai materiali di comunicazione.
Il sito non insegue l’attualità: la regge.
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Il progetto si fonda su un principio chiaro: scarno ma elegante.
Da qui la decisione di privilegiare il testo rispetto all’immagine e di ridurre ogni elemento grafico a ciò che è davvero necessario.
L’essenzialità non è povertà, ma precisione: ogni elemento presente ha una funzione chiara, leggibile, giustificata.
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Il Premio è dedicato alla scrittura.
Il sito riflette questa scelta in modo coerente: la scrittura non è un contenuto tra gli altri, ma il cuore dell’esperienza.
Il testo non è decorativo, né subordinato all’immagine. È ciò che guida la navigazione, il tempo di lettura, l’attenzione dell’utente.
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Le immagini sono poche e selezionate. Non hanno una funzione illustrativa o spettacolare, ma documentaria.
La scelta del bianco e nero risponde a una doppia esigenza:
• mantenere un’eleganza sobria e coerente,
• evitare che stili fotografici diversi, materiali d’archivio eterogenei o edizioni differenti creino discontinuità visiva.
Le immagini testimoniano, non impongono uno stile.
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Il sito utilizza una gamma essenziale di quattro colori: il bianco e il nero, propri delle pagine scritte e stampate, e il rosso e il blu, che richiamano le tradizionali matite bicolori impiegate per correggere testi e bozze.
Il bianco è lo spazio della carta; il nero è il segno della scrittura e della stampa. Il rosso e il blu introducono invece il gesto della revisione: sottolineano, distinguono, correggono e rendono visibile il lavoro compiuto sul testo.
Il colore non svolge quindi una funzione puramente decorativa: diventa un segno di lavoro, capace di mostrare il processo che conduce dalla prima stesura alla forma definitiva.
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La tipografia del sito è costruita come un sistema coerente, nel quale ogni carattere svolge una funzione precisa e riconoscibile.
Roboto Mono è il carattere principale. La sua struttura monospaziata richiama la macchina da scrivere, gli script, le sceneggiature e i documenti di lavoro destinati alla scena. Ogni lettera occupa lo stesso spazio, rendendo percepibili il ritmo della scrittura, l’errore, la correzione e il procedere del testo riga dopo riga.
Accanto a Roboto Mono compaiono, in modo circoscritto, altri due caratteri legati all’identità visiva: Courier, riservato al logo .eacapo, e Jost, utilizzato per il logo PGBM.
Questa gerarchia evita un uso indiscriminato dei font: Roboto Mono dà voce ai contenuti, mentre Courier e Jost conservano il legame con i due segni istituzionali. La differenza tipografica diventa così uno strumento di orientamento, non un effetto decorativo.
Nel suo insieme, il sistema tipografico afferma che la scrittura è un lavoro, non un effetto: un processo che richiede tempo, attenzione, revisione e responsabilità.
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L’effetto typewriting introduce una dimensione temporale esplicita. Il testo non appare subito: viene scritto, talvolta cancellato, corretto, riscritto.
Questo comporta una scelta precisa: chiedere al lettore attenzione e pazienza. La lettura non è immediata, come non lo è la scrittura.
Il sito non accelera: invita ad aspettare.
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Le scelte tecniche non sono neutre, né invisibili per caso.
La struttura del sito è pensata per essere:
• solida,
• manutenibile,
• leggibile nel tempo.
La tecnologia non è esibita, ma lavora in coerenza con l’idea di scrittura come valore: niente effetti superflui, niente decorazioni gratuite, niente sovraccarichi visivi.
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Questo sito non cerca di piacere a tutti. Cerca di essere coerente.
Ogni scelta estetica, tecnica e funzionale è una dichiarazione di campo: la scrittura è centrale, il tempo è necessario, l’errore è parte del processo.
Il sito del Premio Giuseppe Bepo Maffioli non mostra solo contenuti: mostra un’idea di scrittura.
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